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Milano, Accademia di Belle Arti di Brera - Milano.
- Beauty Center of Milan, special effects.
Effettista speciale, scenografo, bodyartist, Body painting.
Docente di effetti speciali, body painting, disegno presso la scuola
Europea di trucco BCM (Beauty Center of Milan) a Milano.
Giuria:
Italian Face painting 2009, Bs.
Giuria: Italian Body painting Festival 2010, Bardolino, Vr.
Giuria: Neverlandia Body painting Contest 2011,Pisa.
Giuria: Italian Body painting Festival 2011, Bardolino, Vr.
2004
- Contest "Diesel Wall", finalist showing with the work "Wounded
Pig" in Milan, Florence, Genoa and Rome.
2005 - Collective show "Lo zoo incantato" - Sale del Bramante,
piazza del Polpolo, Rome.
2005 - Solo show "Idee dal gruppo" - The house 139, Milan.
2005 - Collective show "Peep hole" The house 139", Milan.
2005 - Contest "Diesel Wall", work chosen for Milan, Florence,
Genoa and Rome itinerant show.
2006 - Solo show "Mal essere", Sciorum gallery, Milan.
2006 - Collective show "Idee nuove dal gruppo", Artelier gallery,
Milano.
2007 - Solo show "Città cerebrali", cultural club e...brezza,
Milan.
2008 - Solo show "Abuso di potere", Massella gallery, Verona.
2008 - Collective show "Dystopia", Tortona creativity, Studio
Iroko, Milan.
2008 - Collective show "Una spazio su misura", Marina Wolff,
Milan.
2009 - Collective show fuorisalone, Livello 16, Milan.
2009 - Contest "World bodypainting Festival", Seeboden, Austria.
2009 - Jury "Italian facepanting" Mura, Bs.
2009 - Collective show "paintings and drawings", Livello 16,
Milan.
2009 - Contest "Maskerade", bodypainting, Venlo, Holland.
2009 - Event "Bodypainting Party", Alcatraz, Milan.
2009 - Collective show "Una spazio su misura", Disegni, Marina
Wolff, Milan.
2010 - Collective show "Mix3 Triad", Spazio Concept, Milan.
2010 - Contest "World bodypainting Festival", Seeboden, Austria.
2010 - Jury "Italian bodypainting Festival", Bardolino, VR.
2010 - Contest "Les Nouvelles Estetiques", Milan.
2010 - Calendar "Calendar UNICEF 2011", Agency GLAMOUR VOUGUE,
Milan.
2011 - Event "Antolini do Brazil", Vitoria, Brazil.
2011 - Jury Neverlandia, body painting in Pisa.
2011 - Contest "World bodypainting Festival", portshach, Austria.
2011 - Jury "Italian bodypainting Festival", Bardolino, VR.
2011 - Event "Antolini", Verona, Italia.
2011 - Event "Games Week 2011", Milano, Fiera Milano City.
2012 - Event "Real Stein", Basilea, Svizzera.
2012 - Collective show "Naticonarte", Dialoga, Milano Malpensa.
2012 - Event "Antolini do Brazil", Vitoria, Brazil.
Articoli
e recensioni
L'
artigiano della pubblicità che dipinge gli spot sulle modelle
La Repubblica — 28 agosto 2009 pagina 14 sezione: MILANO
SIMONE MOSCA
Fuori
l' asfalto vibra e suda al passaggio dei tram, fiaccato dall' instancabile
traffico cinese di merci. In un vecchio cortile di ringhiera di via
Bramante è calma piatta. Nello studio di Leonardo Giacomo Borgese -
«ci tengo al mio secondo nome, fa parte della firma» - di tanto in tanto
l' aria fresca è mossa dal sibilo di un aerografo puntato sul corpo
nudo di Giulia, modella di 24 anni che si presta come "tela" all' artista.
Il suo fisico da ballerina si offre anche a classici pennelli, oppure
si trasforma in una sagoma su cui colare gesso e costruire un calco.
Ore di lavoro - «dipende dalla complessità del pezzo, ma circa cinque
o sei di fila» - macchiate dalla cenere di molte sigarette. Sessioni
agostane di body painting con cui Borgese, maestro da vent' anni in
effetti speciali cinematografici e teatrali, sta cercando di costruire
un portfolio fotografico di quadri umani in deshabillé da presentare
in tempo per ottobre. Obiettivo: convincere il mondo della moda che
lui è l' uomo giusto per maquillage da copertina. Milanese di quarant'
anni diplomatosi alla Bcm, accademia del trucco in via Revere dove oggi
insegna «a sessanta ragazze che spesso si prestano da modelle», il suo
mestiere è sempre stato scolpire e plasmare le illusioni immaginate
da registi e creativi per le loro messe in scena. «È un lavoro che in
realtà si impara da soli - racconta - ed è l' esperienza a suggerirti
i trucchi migliori". Tra schiume di poliuretano, forme, modellini e
pupazzi meccanici, ha inventato di tutto. Carcasse di vitelli da macello
per le scenografie di Ronconi, una bambola con cui Mariangela Melato
interagiva sul palco, missili finti e maschere da alieno per i videoclip
di Pelùe Ligabue. Per il cinema ci sono la pancia gravida di Stefania
Rocca coccolata da Fabio Volo in "Casomai" o la faccia da ciccione di
un Piero Chiambretti obeso vista in "Ogni lasciato è perso", «Un film
che probabilmente abbiamo visto soltanto io e Piero». Poi costumi da
rettile per i siparietti delle veline a Striscia, piante di pomodoro
telescopiche per gli spot Cirio e innumerevoli pietanze, quelle che
per intendersi nella pubblicità "recitano" la parte del prodotto perfetto.
«I pubblicitari hanno bisogno di rappresentare l' ideale platonico del
prodotto» dice mostrando le foto di cioccolatini Ferrero e di una "Fetta
al latte" Kinder in plastica dalla regolarità vitruviana, esca per réclame
che non entrerà mai in alcuna confezione terrena. In studio c' è anche
un tonno a grandezza naturale, modello per altre decine, che ha prodotto
per uno spot Pirelli. «Il problema è che le produzioni artigianali nel
mondo dello spettacolo, per colpa del computer o dei tagli di budget,
sono entrate in crisi prima, già un paio d' anni fa» spiega senza rimpianti.
«È stato allora che ho cominciato ad appassionarmi al body painting,
un' arte da non confondere con i tattoo e che, come gli effetti speciali,
in fondo è un' illusione». La nuova attività è stata già la chiave per
una campagna della Francorosso, «diverse modelle dipinte, ognuna con
fantasie ispirate a mete turistiche internazionali». Il talento c' è:
in luglio Borgese si è classificato tra i primi dieci bodypainter mondiali
al World Bodypainting Festival di Seeboden, Austria, il più importante
concorso d' Europa. A separarlo dal sogno di farne una professione stabile
c' è solo l' estate da trascorrere chino a disegnare sui nudi. Meglio
di una vacanza? «A parte che Milano ad agosto, senza le pecore in camicia
della movida, è la mia passione - dice serio - questo non è un gioco:
perché con la modella il rapporto deve essere asettico, devi fissare
il disegno come un chirurgo la piaga». Anche Giulia annuisce, e conferma:
«È serio, è serio». -
Inrevista
a Studio Apero - Italia 1
Intervista
a Canale 5 con Federica Panicucci
Gaz
Magazine
Un
pesce che con il suo kit di acqua salata in bombola viaggia su quattro
ruote o uno jojo insolito nella storia del passato. Uno sguardo sulla
vita animale, uno scorcio tra mucche, polipi e pesci per scoprire che
dall’altra parte dell’amo a cui ha abboccato uno di questi vi è un uomo
piccolo e insignificante.
Presagio di una natura che finalmente si ribella all’uomo? O forse solo
una nuova prospettiva, più irriverente. Una nuova dimensione in cui
tutto è il contrario di tutto, in cui nulla è come deve essere. Brillante
ironia che si trasforma in violenza psico – fisica per chi guarda.
Lo spettatore si dimena tra realtà e invenzione scoprendo di essere
colpito proprio lì nel basso del suo inconscio. Un pugno nello stomaco
e una sberla per la mente stanca e abituata alla solita arte perbene
e pulita. Un delirio di fantasia per parlare di auto-distruzione della
razza umana o semplicemente per comunicare un sorriso riguardo problemi
che poi tanto ridere non fanno.
Il sorriso amaro della consapevolezza che prima o poi un grande pesce
davvero ci mangerà?
Sfrutta gli stessi linguaggi che lo hanno reso celebre per proporre
un immagine accurata dietro alla quale cela il vero messaggio. Una denuncia
verso l’uomo che è intervenuto su se stesso, sulla natura e sulla città.Un
uomo che decide il destino di tutti. Un uomo piccolo e stupido che,
collocato su un piedistallo, diventa un Re.
La globalizzazione di un mondo in cui tutto è reso vendibile passa attraverso
il corpo di un maiale squartato, che diventa un bellissimo tappeto da
mettere in salotto o nella stanza dei bambini.
Leonardo Giacomo Borgese è pronto ad accusare quel mondo futile dove
tutto è esteticamente piacevole, composto con gusto e con misura e colmo
dei controsensi della vita contemporanea. Senza mai venir meno all’importanza
di creare lavori curati e spettacolari, riporta l’attenzione sulla mancanza
di rispetto verso i valori della natura e dell’uomo.
Forte dell’esperienza acquisita in anni di studi su effetti speciali
e pubblicità, Borgese denuncia questo mondo. Ma di speciale c’è solo
la sua arte.
Dario
Lanzetta
Il malessere quotidiano visto nell'immaginario
mondo di Leonardo Giacomo Borgese.
Sin dagli inizi della sua carriera, ma credo con
convinzione sin dal suo primo giorno di nascita, l’artista Leonardo
Giacomo Borgese ha iniziato a creare un suo personale itinerario artistico,
mostrando tutte le reali caratteristiche di un individuo fatto essenzialmente
di uno smisurato talento. Nasce nel 1969 nella grande metropoli milanese,
compie i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Brera e già da quegli
anni si fa notare per le sue straordinarie capacità, tanto da diplomarsi
con il massimo dei voti.
Devo assolutamente anteporre che Borgese non ha una precisa tecnica
personale per esprimere i suoi concetti. Mette a sua disposizione molteplici
mezzi come la pittura, la scultura e le installazioni cercando di sperimentare
e di sfruttare queste procedure con l’obiettivo di chiarire interamente
la sua straordinaria poetica.
Nel suo recente itinerario artistico possiamo trovare innanzitutto una
pittura decisamente di stampo iperrealista che non cade in una "trappola"
commerciale che questa corrente molte volte offre. I suoi soggetti non
sono, grazie a Dio, grappoli d’uva e limoni e mele, bensì inizialmente
animali. Un tema molto caro a Borgese che non possiede nulla di particolare,
ma come possiamo accertare sin dai primi periodi della Storia dell’Arte
molti maestri di ogni epoca hanno affrontato e diligentemente studiato
questi soggetti in tutte le salse possibili.
Nella surreale opera Vaccanze al Sole sono dipinte simpaticamente due
mucche al pascolo. A una prima e generica lettura, può apparire come
un classico quadretto da appendere nel nostro salotto, realizzato con
un’assoluta precisione e una composizione pressoché perfetta. Ma leggendo
l’opera attraverso una propria sensibilità (per chi la possiede) assieme
a quella dell’artista il discorso cambia totalmente.
I significati si contrappongono e una nuova e limpida strada si apre
davanti ai suoi quadri. La mucca in primo piano ci guarda in uno stato
d’animo quasi malinconico tanto da voler stabilire, senza riuscirci,
un rapporto diretto di comunicazione verbale.
Il soggetto ha qualcosa da dire, ma a causa della sua situazione esistenziale
apparentemente felice e piena di comodità non riesce a ricavarne una
piena soddisfazione personale. Alle spalle dell’animale, vediamo un’altra
mucca, che a prima vista non pare avere le stesse problematiche del
suo simile e quindi pascola tranquillamente senza interessarsi al malessere
della sua compagna. Tutta questa scena è ambientata in un onirico paesaggio
di montagna, quasi a ricordare dei famosi cartoni animati di parecchi
anni fa. I brillanti colori inseriti dall’artista mascherano con accurata
perfezione i problemi psichici e morali che coesistono nella nostra
esistenza.
Sembra di vedere un reality show portato ad un infernale parossismo.
Deciso a non fossilizzarsi in una precisa metodologia di realizzazione,
Borgese ritiene opportuno provare altre tecniche lanciandosi verso la
scultura.
Un esempio lampante è il capolavoro Walking Fish, che raffigura un normalissimo
pesce con un kit da immersioni subacquee che evidentemente viene utilizzato
dall’animale per stare fuori dall’acqua.
Da qui, si capisce che Leonardo non si distacca più di tanto dalla sua
poetica e continua imperterrito a ripresentare e studiare questa sofferenza,
che comprende sicuramente gli animali ma che è possibile riflettere
in un ampio campo come la sfera umana.
Vorrei fare una breve parentesi e soffermarmi sulla realizzazione tecnica
di questa scultura, solamente per puntualizzare la precisione con cui
è stata effettuata. Ogni minimo oggetto esterno al pesce è inserito
con cura e negli appositi spazi, come il boccaglio per la respirazione
che è situato nelle branchie o le piccole ruote che consentono all’animale
acquatico di muoversi in ogni singola direzione. Tutto è realizzato
secondo la condizione che questo soggetto deve subire realmente: adattarsi
e fare a meno di un elemento come l’acqua che gli permette di stare
in vita.
C’è, quindi, da parte dell’artista un'elevata sensibilità nel dare una
speranza o aiutare a trovare delle soluzioni per continuare la complicata
esistenza. Proprio questo sentimento di speranza viene sottolineato
da Borgese e costituisce una vera e propria tipologia di poetica da
associare al nostro triste momento storico, nel quale purtroppo non
si prevedono tempi spensierati, ma solamente disastri umani e ambientali.
Altro interessante lavoro è Wuonded pig 3, dove un maiale è letteralmente
“incollato” su un normalissimo muro. Anche qui è inutile dirlo che l’artista
continua a insistere sullo stesso tema, tanto da arrivare a questa brillante
ironia che si trasforma, secondo me, in violenza psico – fisica per
chi guarda. Superficialmente sembra un' azione quasi comica, ma se si
va a fondo del discorso avviato all’inizio de queste mie parole, si
cade in una tale serietà che tocca il fondo dell’animo umano che porterebbe
a far commuovere chiunque.
Questi sono solo dei piccoli esempi della produzione di Leonardo Giacomo
Borgese e ci fanno capire quanto il mondo e i suoi abitanti navighino
in una fitta nebbia di ignoranza e superficialità.
Le opere lanciano all’osservatore milioni di messaggi di aiuto e di
conforto ma - come da copione - nessuno li ascolta o semplicemente non
vuole ascoltare. Certo non sono comunicati scritti da politici o da
personaggi illustri, le sue sono “parole visive” di un semplice artista
che, tramite il suo genio e la sua creatività, proferisce il suo parere
a riguardo dell’auto - distruzione dell’umanità. Magari è una forma
non comprensibile dalla massa, come sappiamo l’Arte (quella vera) non
è per tutti fortunatamente e Leonardo attraverso la sua personale dimensione
artistica, evita tutte quelle “chiacchiere”, che a volte non recapitano
a nulla di concreto.
Sta a noi e alla nostra sensibilità, e soprattutto cultura, capire cosa
vuole pronunciare un artista e credo pienamente che gli ideali di Borgese
siano fin troppo chiari.
Queste parole che ho appena scritto potrei definirle inutili perché
veramente dei veri capolavori, e qui ne abbiamo la prova, non hanno
bisogno di spiegazioni. Rischierebbero di appesantire e far sfuocare
l’estrema bellezza con cui sono state create.
Pamela
Maione
L'opera
di Borgese è affabile, accattivante, perfetta in ogni particolare, suggestiva.
Tutto è reso spettacolo.
Il fruitore viene intrappolato dal suo messaggio, un vortice inavvertibile
che lo trascina nella naturalezza della tragicomicità.
Forte dell'esperienza acquisita in anni di studi su effetti speciali
e pubblicità, Borgese denuncia questo mondo. Sfrutta gli stessi linguaggi
che lo hanno reso celebre per proporre un immagine accurata, studiata
e altrimenti commerciabile, dietro alla quale cela il vero messaggio.
Disincantato e provocatorio ci offre la verità attraverso immagini false
e accuratamente artificiose.
Lo spettatore, d'impatto, ammira la superiorità tecnica, la precisione
dei particolari, la spettacolarità della proposta. Poi, in un secondo
momento, l'immagine prende vita e idea propria, diventa forte, imbarazzante,
disturbante.
L'opera è racchiusa da un aurea di sublime maestria, concepita lentamente.
L'idea muta quindi forma: in un attimo si sprigiona tutta la sua cattiveria
e ci mette di fronte alla ridondante stupidità umana, rappresentata
da stereotipi in grado di imporre destini crudeli alla comunità.
Ed è questo il Gruppo, che accetta passivamente idee snaturate credendole
sue.
Una denuncia verso l'uomo che è intervenuto su se stesso, sulla natura
e sulla città. Un uomo che decide il destino di una mucca o di un maiale.
Un uomo piccolo e stupido che, collocato su un piedistallo, diventa
un Re.
La globalizzazione di un mondo in cui tutto è reso vendibile passa attraverso
il corpo di un maiale squartato, che diventa un bellissimo tappeto da
mettere in salotto o nella stanza dei bambini.
Leonardo Giacomo Borgese è pronto ad accusare quel mondo futile dove
tutto è esteticamente piacevole, composto con gusto e con misura e colmo
dei controsensi della vita contemporanea.
Senza mai venir meno all'importanza di creare lavori curati e spettacolari,
riporta l'attenzione sulla mancanza di rispetto verso i valori della
natura e dell'uomo.